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data pubblicazione 13-06-2005
 
A Milano la personale di Ambasz, profeta della nuova architettura ecologica
 
 
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Per ulteriori informazioni su questo argomento contattare Andrea. Casali all'indirizzo: andrea.casali@lachiver.com
 
 

Emlio Ambasz, profeta della nuova architettura ecologica, ha dimostrato che le sue intuizioni hanno saputo anticipare i tempi. Edifici che non si vedono, scavati sotto terra, con prati e giardini al posto dei tetti. O ricoperti di cascate di piante alberi e fiori. I progetti di Ambasz sono esposti alla bella mostra “Costruire con la natura”, allestita alla Triennale a Milano.

L’architetto eccentrico ha studiato in America, alla Princeton University. Negli anni ’70 si segnala come curatore di due mostre di culto al MoMa di NewYork “: Italia, New Domestic Landscape” e “Luis Barragan”. La mostra, che allinea disegni, plastici e fotografie, sorvola sull’attività del designer e si concentra sul lavoro dell’architetto. In apertura vi è la Prefettura di Fukuoka, in Giappone, che rappresenta un po’ il suo manifesto programmatico. Un palazzo per uffici di cemento, vetro e acciaio, costruito a gradinate e ricoperto di verde fino a trasformalo in uno spettacolare incrocio tra una collina artificiale, una gigantesca installazione di land art e una rivisitazione delle scalinate barocche.

Ma l’edificio più bello di Ambasz è la Casa di ritiro spirituale da poco costruita a Siviglia, a cui il MoMa dedicherà addirittura una mostra monografica. Due alti muri bianchi, disposti in mezzo a un prato come le coste di un libro, sono le quinte scenografiche che nascondono la casa, che reinterpreta il patio tradizionale Andaluso ma è scavata sotto terra. Alla mostra sono anche preseti quattro progetti italiani: la Banca dell’occhio in costruzione a Mestre (centro ricerche dell’azienda Edison), un ospedale (sempre a Mestre), un villaggio turistico in Puglia (a Castellaneta), l’Environment Park (parco tecnologico) di Torino. La mostra presenta anche un video, in cui Ambasz intervista se stesso. “Compito dell’architetto, dice, è dare forma poetica al pragmatico. L’architettura deve suscitare emozione, commuovere”. La Triennale è aperta fino al 24 luglio.