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Il Ministero dell’Ambiente punta sull’eolico come una priorità che permetterà di ridurre le emissioni di gas serra, secondo gli impegni sottoscritti dall’Italia con il Protocollo di Kyoto. Lo stesso ministro Matteoli ha espresso soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato che ha sbloccato la costruzione di un impianto eolico a Varese Ligure. La situazione al momento è di scontro. Da una parte, a favore degli impianti eolici, sono schierati Governo, alcune importanti associazioni ambientaliste e molti Comuni. Dall’altra, preoccupate per l’impatto paesaggistico, ci sono alcune Regioni (Sardegna, Puglia, Veneto) e varie sigle del mondo ambientalista. A mediare, coloro che vogliono costruire impianti nel rispetto di regole di garanzia paesaggistica; ad esempio, il Wwf ha chiesto che i Ministeri dei Beni culturali e dell’Ambiente sblocchino le linee guida sui criteri di localizzazione degli impianti, annunciando che nelle prossime settimane verrà resa nota l’intesa siglata dallo stesso Wwf dall’anev (i produttori) per dimostrare che energia eolica e conservazione della natura sono compatibili. Anche Italia Nostra non è contro le pale a vento ma a favore di una <<moratoria per riflettere su dove, come e quando>>. Si profila, dunque, un possibile accordo che eviterebbe un conflitto istituzionale tra le Regioni che hanno bloccato i cantieri dell’eolico e il Governo che ha impugnato la legge salvacoste della Sardegna. Il direttore del Kyoto Club, il cartello delle industrie impegnate in campo ambientale, ritiene sia meglio fissare di concerto con gli enti locali, gli obiettivi di incremento delle rinnovabili e dell’efficienza energetica Regione per Regione. <<Pertanto, se una Regione volesse raggiungere il suo livello di riduzione dei gas serra usando solo il solare o il risparmio energetico non ci sarebbero problemi. Sempre che vi siano delle alternative all’eolico economicamente compatibili>>. Il contrasto sull’eolico è nato, infatti, anche a causa di alcun impianti proposti senza criterio in posti incontaminati, tanto per arraffare una licenza, proprio nel momento in cui questa fonte sta sfiorando la competitività. Al riguardo, l’industria eolica mondiale è passata dai 2.500 megawatt del 1992 agli attuali 40.000 megawatt. E l’Europa controlla il 75 per cento del mercato globale: in Danimarca una lampadina su 5 si accende grazie al vento.
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