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E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.222 del 23/09/05 il decreto legislativo n.195 del 19/08/05 di recepimento della direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale che abroga la precedente direttiva 90/313/CEE, attuata con il d.lgs. n. 39/97. A seguito dell’adozione della “Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l’accesso alla giustizia in materia ambientale” (legge n. 108/2001) è emersa l’esigenza di implementare il diritto all’informazione ambientale, con un duplice obiettivo: rafforzare la partecipazione dei cittadini europei ai processi decisionali, migliorare la conoscenza della giustizia in materia ambientale. Su queste premesse il Governo, in base alla legge comunitaria 2003, ha predisposto il D.Lgs. n.195/05, che sostituirà il d.lgs n. 39/97, rivedendo la materia in base alle nuove indicazioni comunitarie volte ad ampliare il diritto di accesso attraverso: l’estensione della nozione di informazione ambientale; la definizione del contenuto minimo della documentazione amministrativa che ogni autorità pubblica sarà tenuta a mettere a disposizione del pubblico; la disciplina dei tempi del procedimento di richiesta e rilascio delle informazioni ambientali; la previsione di una tutela anche amministrativa del diritto di accesso. In base al nuovo decreto il diritto di accesso alle informazioni ambientali non richiede l’allegazione di uno specifico interesse ad ottenerle, condizione invece necessaria per l’accesso agli atti dei procedimenti amministrativi in genere, fermo restando che l’autorità chiamata in causa può negarle in casi espressamente previsti per intrinseche carenze della domanda, ovvero quando la divulgazione dell’informazione potrebbe ledere particolari esigenze di riservatezza, segreto e tutela della proprietà intellettuale. Le pubbliche amministrazioni dovranno predisporre appositi cataloghi pubblici contenenti l’elenco delle tipologie di notizie detenute nonché un piano per rendere l’informazione ambientale progressivamente disponibile in banche dati accessibili al pubblico tramite reti di telecomunicazioni pubbliche. Sia i cataloghi che il piano dovranno essere aggiornati annualmente. Il nuovo sistema permetterà al pubblico di controllare più da vicino l’operato della pubblica amministrazione. La tendenza è quella di creare un sistema integrato di tutela dell’ambiente che vede, accanto al tradizionale sistema di prevenzione costituito da norme cogenti e relative sanzioni in caso di inosservanza, lo strumento della gestione ambientale (con le certificazioni Emas, e i sistemi qualità) come aspetto qualificante l’impresa, e la previsione di meccanismi partecipativi che, attraverso la valorizzazione della regola della trasparenza, inducono comportamenti virtuosi sia negli attori dei processi produttivi, sia nei soggetti pubblici chiamati al controllo.
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