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Il nuovo codice ambientale, la cui approvazione definitiva per la fine del mese di febbraio è quasi certa, è stato recentemente modificato dal Governo, a seguito delle proposte della commissione Ambiente della Camera. Tra le modifiche apportate nei giorni scorsi troviamo: l’introduzione del principio del silenzio-rifiuto (in sostituzione del silenzio-assenso) per i progetti sottoposti alla Valutazione di impatto ambientale (Via) in sede statale, ma previsto anche per la procedura di Vas (Valutazione di impatto ambientale strategica). Questo significa che se l’autorità non si pronuncerà nei termini, il via libera verrà negato. Il testo unico prevede, inoltre, per entrambe le procedure di Via e di Vas il coinvolgimento, come organo di ultima istanza, del Consiglio dei Ministri. Tra le nuove modifiche: vengono individuati sette bacini idrografici e riordinate le norme attinenti ai rifiuti, alle bonifiche e alla tutela dell’aria. In particolare, in tema di procedure per le bonifiche dei siti inquinati anche le Province verranno incluse tra gli enti ai quali andrà trasmessa la comunicazione dovuta in caso di contaminazione. Il testo (318 articoli) prevede anche il riordino e il coordinamento delle norme in materia di difesa del suolo, di lotta alla desertificazione, di tutela delle acque e gestione delle risorse idriche. In particolare sono state previste l’istituzione di autorità di bacino distrettuali e la definizione di sette bacini idrografici sparsi su tutto il territorio nazionale. Sono previste procedure più snelle per la bonifica dei siti inquinati, mentre per vigilare sulla gestione delle risorse idriche e dei rifiuti verrà istituita anche un’ Autority e create due nuove sezioni al posto del comitato di vigilanza sull’uso delle risorse idriche e dell’osservatorio nazionale dei rifiuti, con una diminuzione del numero degli organi. Per tutelare l’aria si spinge sulla promozione delle migliori tecnologie disponibili. Chi danneggia l’ambiente sarà chiamato a rispondere con sanzioni amministrative, in base al principio “chi inquina paga”, mentre il Ministero potrà riscuotere i risarcimenti per i danni ambientali in tempi più veloci, ricorrendo alle ordinanze-ingiunzioni. Secondo l’iter di approvazione, occorre un ulteriore pronunciamento delle commissioni parlamentari che dovrà avvenire nei successivi venti giorni. Dopo di chè il Governo è pronto al varo definitivo. Il decreto riordina sei materie: valutazione ambientale, difesa del suolo, tutela e gestione delle acque, rifiuti e bonifiche, tutela dell’aria, danno ambientale.
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