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data pubblicazione 31-05-2006
 
Gas serra, prorogata la restituzione delle quote
 
 
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Per ulteriori informazioni su questo argomento contattare Orfeo Turrini all'indirizzo: orfeo.turrini@lachiver.com
 
 

Sul sito del Ministero dell’ambiente www2.minambiente.it è stato pubblicato il provvedimento che dispone la proroga, al 30 giugno (inizialmente la proroga era al 31 maggio), del termine fissato dalla direttiva europea 2003/87/CE “Emissioni trading system” per la restituzione delle quote di CO2 da parte dei gestori degli impianti regolati dalla normativa. La proroga è dipesa da inconvenienti tecnico-informatici nella gestione del registro nazionale che contabilizza le quote di emissioni rilasciate, possedute, trasferite, restituite e cancellate dai gestori. Ricordiamo che la direttiva europea istituisce un sistema di scambio di quote di gas serra tra i paesi membri, in ottemperanza dei limiti imposti dal protocollo di Kyoto. La proroga viola, però, la direttiva europea che definisce il 30 aprile di ogni anno quale termine perentorio entro il quale si deve restituire un numero di quote pari alle emissioni totali emesse nell’anno civile precedente. Al riguardo, l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia Ue (sentenza n. 122/05, quinta sezione) per essere venuta meno agli obblighi che le incombono in forza della direttiva europea “Emission trading system”, in quanto non ha adottato entro il termine prescritto tutte le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi a tale direttiva. Gli stati membri, compresa l’Italia, avrebbero infatti dovuto recepire interamente la direttiva entro il 31 marzo 2003 informando immediatamente la Commissione europea. Nel documento della Corte di giustizia europea si legge che <<la Commissione ha chiesto alla Corte di giustizia, con un ricorso per inadempimento, la condanna dell’Italia>>. Allo stato attuale la direttiva è stata recepita parzialmente con la legge n. 316/04 che ha introdotte alcune sanzioni amministrative, tra le quali figura la chiusura dell’impianto fino alla completa regolarizzazione degli obblighi.