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data pubblicazione 05-09-2006
 
Codice dell'ambiente, approvate le prime modifiche
 
 
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Per ulteriori informazioni su questo argomento contattare Orfeo Turrini all'indirizzo: orfeo.turrini@lachiver.com
 
 

La scorsa settimana è stata approvata in via definitiva, dopo il terzo via libera dal Consiglio dei Ministri (i precedenti risalgono al 30 giugno e al 28 luglio scorso), la prima correzione al decreto legislativo n. 152/06 (c.d. Testo unico ambiente). Questo primo decreto correttivo impegna il Governo a mettere mano al Testo unico a partire dalla norme e dai regolamenti attuativi su difesa del suolo, tutela delle acque, rifiuti e bonifiche (in sostanza le parti terza e quarta del codice ambiente). Nel nuovo provvedimento vi sono anche tre modifiche immediatamente operative. La prima riguarda i distretti idrografici: le autorità di bacino sono infatti state prorogate fino alle modifiche della parte terza e quarta del testo unico. La seconda prevede la soppressione dell’Authority indipendente acque – rifiuti che avrebbe dovuto accorpare l’Osservatorio nazionale dei rifiuti e il Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche. Infine sono concessi dodici mesi al Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, per procedere alla revisione dello Statuto in relazione ai principicontenuti nel codice ambientale. Il vero lavoro di riscrittura del codice partirà invece nelle prossime settimane. Al riguardo le commissioni parlamentari hanno manifestato la necessità di procedere secondo un metodo concertativo, mentre il Senato ha suggerito modifiche più sostanziali, a partire dalla nozione di <<sottoprodotto>> e di <<materia prima secondaria>>, da sostituire con quella di <<prodotto recuperato>>, per ridimensionare il rischio di illecito trattamento di materiali da ricondurre invece nell’alveo della disciplina dei rifiuti. Altre proposte di modifiche riguardano le terre e rocce da scavo, i rottami ferrosi, il combustibile derivato da rifiuti, tutte questioni che verranno prese in considerazione al momento della riscrittura delle parti terza e quarta del codice ambiente. Ma la “riforma della riforma” non si ferma qui. Dopo i primi interventi correttivi, ritenuti “più spiccatamente violativi della normativa comunitaria nonché incongrui rispetto alle finalità da raggiungere nelle materie disciplinate (suolo,acque e rifiuti), si procederà a riformare la restante parte del codice, in modo da coordinare i tempi con lo slittamento delle regole su Via, Vas e Ippc (fissato al 31/01/2007).In attesa della revisione le Regioni hanno comunque deciso di percorrere anche la strada dei ricorsi di fronte alla Corte Costituzionale. Sono dodici le impugnative presentate. Per l’esame della Consulta bisognerà però aspettare quasi un anno visto che l’udienza è fissata al 5 giugno 2007. Alcune regioni chiedono non di meno la dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’intero D.Lgs. n. 152/06 perché adottato con un procedimento che avrebbe leso il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni.