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Nella seduta del 30.10 u.s. la Conferenza Unificata ha ratificato un Intesa tra il Governo, Regioni ed Enti locali in attuazione dell’art 125 del DPR n.309/90 "Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza". L'intesa, che ha natura ancora sperimentale, prevede l'effettuazione di controlli per prevenire il rischio di incidenti gravi e mortali dovuti alla pericolosa alterazione dell'equilibrio psicofisico per assunzione di sostanze stupefacenti da parte dei lavoratori cagionati a loro colleghi od a cittadini utenti. Tali controlli, i cui costi saranno a carico del datore di lavoro si articoleranno con visite mediche ed esami da effettuare in conformità a procedure medico-legali da definirsi. Il provvedimento è rivolto ai lavoratori che svolgono mansioni particolarmente delicate per la sicurezza collettiva nel settore dei trasporti, come conducenti di autobus, treni, navi, piloti di aerei, controllori di volo, addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci, ecc, o per quanti si trovano a maneggiare sostanze pericolose come gas tossici, esplosivi e fuochi d'artificio. Gli obiettivi son quelli di assicurare una efficace prevenzione degli infortuni e degli incidenti, con la immediata sospensione temporanea dell'idoneità per tali delicate mansioni del lavoratore risultato positivo agli accertamenti sanitari; di favorire il recupero della tossicodipendenza del lavoratore, avviandolo verso idonei programmi di riabilitazione al termine dei quali sarà possibile la riammissione alle precedenti mansioni ed infine di evitare il passaggio da un uso saltuario di droghe ad uno stato di tossicodipendenza, grazie a controlli periodici da parte del medico competente in collaborazione con i Sert. Inoltre il provvedimento non si pone alcun obiettivo "punitivo" nell'effettuazione dei controlli, sia di screening sia di accertamento di tossicodipendenza. Non vi sarà nessun licenziamento per i lavoratori in difficoltà che accettino il percorso di riabilitazione. Infatti in caso di positività degli accertamenti sanitari l'accordo prevede che il datore di lavoro sia tenuto a sospendere il lavoratore dall'espletamento delle mansioni, ma la libera accettazione da parte del lavoratore di sottoporsi a percorsi di recupero, fornisce ampie garanzie della conservazione del posto di lavoro per tutto il periodo necessario per il recupero. Qualora sia accertato un uso solo occasionale, il medico competente può riconsiderare l'inidoneità del lavoratore, dopo parere favorevole in tal senso del Sert. In questo caso il medico, al fine di certificare l'idoneità, provvederà a effettuare controlli ripetuti per escludere ulteriori assunzioni di droghe. E' prevista, inoltre, la possibilità per il lavoratore di essere adibito a mansioni diverse in considerazione della forte valenza sociale di integrazione rappresentata dal lavoro. Qualora, in caso contrario, l'interessato non intendesse liberamente partecipare a percorsi di recupero resterebbe preclusa la specifica attività particolarmente a rischio identificata nell'accordo.
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